Archiviazione per i decessi nelle CRA: la politica indaghi

20 Dicembre 2020 by

Archiviazione per i decessi nelle CRA: la politica indaghi

La Procura di Modena non ha individuato responsabilità penali per i decessi nelle strutture per anziani Opera Pia Castiglione di Formigine e Villa Margherita di Modena, ma Rifondazione Comunista non vuole sottacere le responsabilità politiche che hanno portato alla strage di anziani nelle CRA e alla violazione dei diritti umani per assistiti e personale denunciata da Amnesty International nel rapporto “Abbandoni”.

Prendiamo atto che la Procura non ha individuato comportamenti scorretti o sottovalutazioni nelle procedure assistenziali, ma secondo Rifondazione Comunista la responsabilità è da ricercare non tanto nella correttezza delle procedure assistenziali praticate, quanto nel tardivo invio alle strutture di protocolli sanitari adeguati, nell’assenza di dispositivi di protezione individuale in quantità e qualità sufficienti per gli operatori, nella mancata esecuzione di screening continuativi per un monitoraggio costante della presenza del virus, nella carenza di personale infermieristico.

Fin dall’inizio della pandemia l’OMS aveva indicato negli anziani le persone più fragili al Covid, ma questa non è una giustificazione, anche perché la mortalità non è omogena in tutte le strutture assistenziali sia nella prima fase che nella seconda ondata. E se non è compito della Procura indagare le ragioni dell’alta mortalità dovrebbe essere compito della politica approfondirne le cause per mettere in campo le necessarie tutele.

La pandemia sta evidenziando, in questo come in altri campi, le scelte sbagliate fatte dai governi nazionali e regionali degli ultimi decenni, che hanno tagliato risorse umane e materiali nei servizi essenziali e privatizzato strutture e servizi pubblici rendendo inesigibile per un’ampia fascia di cittadini il diritto alla salute e all’assistenza.

Noi di Rifondazione comunista riteniamo non solo che il welfare sia ciò che contraddistingue una società coesa, inclusiva e giusta, ma che debba essere totalmente pubblico. Per questo il nostro orizzonte è la fase successiva all’emergenza, e in quella prospettiva chiediamo che i comparti sociali, educativi e sanitari rientrino totalmente nel pubblico, perché solo una gestione nell’interesse collettivo e senza scopo di lucro è in grado di tutelare i diritti di tutte e tutti.

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