Solidarietà ai lavoratori della Frama Action di Novi denunciati dalla Polizia

14 Febbraio 2019 by

Solidarietà ai lavoratori della Frama Action di Novi denunciati dalla Polizia

Guai a ribellarsi al rischio di perdere il posto di lavoro. Se lo fai, se protesti, se manifesti davanti ai cancelli della fabbrica vieni denunciato. Così ha fatto la Polizia nei confronti di nove lavoratori in lotta per difendere il proprio posto di lavoro alla Frama Action di Novi. Iniziativa preceduta dalla denuncia di un sindacalista della FIOM di Modena.

“Un atteggiamento vergognoso, una vera e propria angheria e un precedente gravissimo che merita una risposta ferma da parte di tutto il territorio” sostiene Stefano Lugli, segretario regionale di Rifondazione Comunista dell’Emilia-Romagna.
La storica azienda di Novi di Modena specializzata in arredi per esterni è controllata dal gruppo austriaco Hella, una multinazionale che a ridosso delle festività natalizie ha aperto la procedura di licenziamento collettivo e fatto pervenire ai 23 lavoratori altrettante lettere di licenziamento per cessazione dell’attività, nonostante un aumento degli ordini dell’8%. Da allora i lavoratori sono in presidio permanente per convincere l’azienda a cambiare posizione.

“Ciò che è accaduto è frutto del clima repressivo e intollerante introdotto dal decreto sicurezza di Salvini che ha trasformato le manifestazioni di protesta in reati penali e problemi di ordine pubblico – continua Lugli – mentre nulla viene fatto per fermare le delocalizzazioni e porre le aziende di fronte alla responsabilità sociale che hanno nei confronti dei lavoratori e dei territori. Sosteniamo convintamente la lotta dei lavoratori e delle lavoratrici della Frama Action di Modena che, con determinazione, hanno trovato la capacità e il coraggio di organizzarsi per sostenere i propri diritti. Ai lavoratori denunciati dalla Polizia va la solidarietà e la vicinanza di Rifondazione Comunista e l’impegno a sostenere la mobilitazione che i sindacati adotteranno per evitare che anche in futuro la lotta per la difesa del lavoro venga trasformata in problemi di ordine pubblico.”

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