Laila El Harim 41 anni morta di lavoro

3 Agosto 2021 di
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Comunicati, Lavoro

Laila El Harim aveva 41 anni e lavorava in un’azienda di Camposanto nella nostra florida provincia. Alle 8.30 di oggi è rimasta incastrata in un macchinario ed è uscita dall’azienda dilaniata, senza vita. Sono decine, centinaia le storie di donne e uomini straziati da incidenti sul lavoro nel nostro paese. Le chiamano “morti bianche” alludendo all’assenza di una mano formalmente responsabile dell’accaduto, ma le responsabilità ci sono e vanno nominate. Per Rifondazione comunista è evidente che questa strage fatta di tragedie quotidiane, è il drammatico e intollerabile risultato della mancanza di un piano nazionale per la sicurezza sul lavoro, dei limiti inqualificabili e dei ritardi insopportabili dovuti a gravi inadempienze legislative, dell’aumento della precarietà, della paura di perdere il posto di lavoro, dei ritmi sempre più veloci e della flessibilità che consegnano le lavoratrici...

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A fianco di Lara Lugli e delle donne che prendono voce...

10 Marzo 2021 di
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Comunicati, Diritti, Lavoro

La vicenda di Lara Lugli, carpigiana che ha denunciato di essere stata citata per danni dalla società volley di Pallavolo dopo essere rimasta incinta, non testimonia solo una questione personale; è, come sempre accade per le vicende che riguardano le donne, una questione altamente politica per più di un motivo. Intanto ricorda la disuguaglianza che vivono le sportive italiane, che non rientrano nella categoria del professionismo e dunque sono prive di tutele, garanzie, strumenti e mezzi. Poi mette in luce la grave discriminazione che il mondo del lavoro riserva alle donne riguardo la generatività: dal preferire candidati maschi, nelle selezioni, considerando le donne in età fertile delle bombe pronte ad esplodere e umiliarle chiedendo se abbiano intenzioni di avere figli, al demansionamento quando rientrano da una maternità, oppure all’inserimento in turni lavorativi gravosi o...

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La Befana Comunista porta il carbone alla GLS

3 Gennaio 2021 di
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Comunicati, Lavoro

Questa mattina la Befana di Rifondazione Comunista ha portato il carbone alla GLS di Modena. Con questo atto simbolico vogliamo manifestare tutta la nostra vicinanza ai lavoratori e alle lavoratrici di un’azienda che adotta comportamenti che riteniamo antisindacali. Alla GLS di Modena il sindacato S.I. Cobas ha denunciato in questa seconda ondata contagi sul 25% della forza lavoro e solo dopo la protesta del sindacato e l’incontro con l’Ausl e il Prefetto è stato disposto lo screening con il tampone su tutti i dipendenti, ma per risposta l’azienda ha inviato lettere disciplinari a chi si è astenuto dal lavoro come forma collettiva di protesta sindacale. E questo avviene in un clima aziendale in cui la dirigenza, dopo un picchetto dei lavoratori, ha fornito alla Digos l’elenco di tutti gli iscritti al S.I. Cobas, a...

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Bene la condanna di Villa Margherita per comportamento antisindacale. Le istituzioni dove erano?...

30 Dicembre 2020 di
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Comunicati, Lavoro

Rifondazione Comunista è molto soddisfatta della decisione del Tribunale di Modena che ha condannato la dirigenza della Casa di Riposo per Anziani “Villa Margherita” per comportamento antisindacale riconoscendo la legittimità delle denunce dei lavoratori. Abbiamo seguito quella vicenda fin dall’inizio sostenendo la mobilitazione dei lavoratori e delle lavoratrici a cui veniva imposto arbitrariamente il contratto di lavoro “pirata” ANASTE – firmato da sigle non rappresentative dei lavoratori – peggiorativo in termini economici e lavorativi del precedente. Un vero e proprio abuso a danno non solo del personale ma anche degli anziani ospiti della struttura che vedevano di conseguenza peggiorate le condizioni assistenziali. Oggi il tribunale di Modena ha riconosciuto le ragioni della FP CGIL, a cui va il merito di aver sempre sostenuto la vertenza. Ma la sentenza chiama in causa anche Comune di...

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Rider investito a Modena il giorno di Natale. PRC vuole diritti e tutele per i ciclofattorini...

26 Dicembre 2020 di
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Comunicati, Lavoro

A Modena il 25 dicembre un rider di 56 anni è stato investito mentre consegnava il pranzo di Natale e ora si trova in ospedale in serie condizioni di salute. A lui e alla sua famiglia vanno gli auguri di pronta guarigione e la vicinanza di Rifondazione Comunista. Quanto accaduto deve farci aprire gli occhi, perché si tratta dell’ennesimo infortunio sul lavoro avvenuto in un campo, quello delle consegne a domicilio, in cui precariato, bassi salari e assenza di tutele sono la norma. Eppure stiamo parlando di un settore, quello della gig economy – o dei cosiddetti lavoretti che sempre più sono veri e propri lavori autonomi – che durante la pandemia ha moltiplicato i propri guadagni sulla pelle di migliaia di lavoratori e lavoratrici, giovani e meno giovani, che per portare a casa...

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Italpizza, no alla repressione sindacale

10 Settembre 2020 di
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Comunicati, Diritti, Lavoro

Nel silenzio delle istituzioni e delle forze politiche Modena sta andando incontro ad un maxi processo contro lavoratori, lavoratrici e sindacalisti Si Cobas impegnati nella vertenza Italpizza che da novembre 2018 ad aprile 2019 ha tenuto banco in città. La notifica di chiusura indagini trasmessa a 67 persone tra operai e sindacalisti per reati quali manifestazione non autorizzata, resistenza, lesioni, invasioni di edificio, minacce e violenza privata trasforma una città dalla lunga tradizione di lotte operaie nel capoluogo d’Italia della repressione antisindacale. A questi si è aggiunta oggi una seconda tranche di fine indagini per altri 53 procedimenti, facendo salire il numero di imputati a 120. Inspiegabile un tale accanimento a meno che non lo si interpreti come una violenta contrapposizione tra classi. Sì, parliamo di repressione antisindacale perché non ci sono altre parole...

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Bonaccini, il reddito di cittadinanza non è un favore da restituire!...

17 Aprile 2020 di
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Comunicati, Lavoro

La proposta di Bonaccini di mandare a lavorare nei campi chi beneficia del reddito di cittadinanza per far fronte al bisogno di manodopera agricola lo allinea all’idea di ripartenza dei presidenti Fontana e Zaia. Deve essere chiaro a Bonaccini che il reddito di cittadinanza non è un favore da restituire ad uno Stato benefattore ma una misura di contrasto alla povertà accompagnata da percorsi di inserimento lavorativo che in realtà non sono mai partiti. E deve essere chiaro che chi lavora nei campi va assunto con contratti regolari e pagato con salari dignitosi dal datore di lavoro e non certo con il denaro pubblico. C’è un problema di manodopera agricola? La regioni si attivi per garantire percorsi di accesso al lavoro sicuro e nel rispetto dei contratti nazionali di categoria. Facile fare dichiarazioni demagogiche...

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Lugli (PRC): aziende aperte in deroga: Rifondazione scrive ai prefetti dell’Emilia-Romagna e chiede controlli e trasparenza su chi è aperto...

8 Aprile 2020 di
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Comunicati, Lavoro, Sanità e Salute

16MILA DEROGHE RICHIESTE IN REGIONE VANIFICANO IL LOCKDOWN. Il segretario regionale di Rifondazione Comunista Stefano Lugli ha scritto ai Prefetti delle nove province dell’Emilia-Romagna in merito alla riapertura di 16.000 aziende in regione in deroga alla sospensione delle attività non essenziali prevista dal DPCM del 25 marzo 2020. Per l’esattezza sono 15.980 le richieste di deroga inviate alle prefetture dell’Emilia-Romagna. Lo hanno denunciato i sindacati nei giorni scorsi: il pacchetto più corposo è in quota a Modena con 4.000 domande, segue Bologna (3.300), tallonata da ReggioEmilia (2.500). Sotto le duemila richieste le altre province: Parma (1.450), Piacenza e Ravenna (1.300 domande per ciascun capoluogo), Ferrara (1.100), Forlì-Cesena (650) e Rimini (380). Rifondazione Comunista chiede che i Prefetti rendano immediatamente pubblici gli elenchi delle aziende attive, ovvero ricomprese nei codici ATECO del DPCM 25 marzo...

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Fabbriche non essenziali aperte: la prefettura disponga controlli a tutela dei lavoratori...

2 Aprile 2020 di
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Comunicati, Lavoro, Sanità e Salute

Leggiamo con grande preoccupazione la denuncia della Cgil di Modena pubblicata dalla Gazzetta di Modena secondo la quale almeno 2.000 aziende modenesi che dovrebbero essere chiuse perché non impegnate in attività essenziali sono in realtà aperte grazie ad una semplice comunicazione inviata alla Prefettura di Modena. È evidente che queste aziende, e le loro associazioni di categoria, non comprendono la gravità dell’emergenza sanitaria in corso e i rischi per i lavoratori di diventare vettori del contagio, innanzitutto nei confronti dei loro famigliari. Fermare le attività non essenziali è un atto di responsabilità sociale e Rifondazione Comunista chiede alla Prefettura di disporre immediati controlli sulle aziende che dichiarano di svolgere attività essenziali. La strage in corso in Lombardia dimostra che la mancata chiusura delle attività ha avuto un ruolo per nulla trascurabile nella diffusione del...

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Il virus va anticipato e non rincorso

28 Marzo 2020 di
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Comunicati, Lavoro, Sanità e Salute

Cosa si aspetta ad estendere anche alla provincia di Parma, Reggio Emilia e Modena le misure restrittive prese per Piacenza e Rimini? Nei giorni scorsi, seppur in ritardo, dopo Rimini, sono state sospese anche nella provincia di Piacenza, le attività produttive non essenziali rafforzando l’insufficiente decreto a maglie larghe varato dal governo. Questo provvedimento va sicuramente e in tempi rapidi esteso alle province di Parma, Reggio Emilia e Modena, territori nei quali la situazione appare già oggi critica, senza aspettare che si contino le vittime a decine e la situazione diventi emergenziale più di quanto già non lo sia. Lo stesso documento “Priorità per screening diagnostico” della Regione, indica proprio le province di Parma e Reggio come “aree di massima penetrazione” del virus al pari di Piacenza e Rimini. Perché non agire quindi con...

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