Decreto sicurezza, da Muzzarelli poco coraggio, i sindaci modenesi lo respingano

4 gennaio 2019 by

Decreto sicurezza, da Muzzarelli poco coraggio, i sindaci modenesi lo respingano

Abbiamo accolto con piacere la decisione del consiglio comunale di Modena di prendere le distanze dal disumano decreto (in)sicurezza del Ministro dell’Interno Salvini, così come abbiamo apprezzato il fatto che il sindaco Muzzarelli fosse fra i narratori che pochi giorni fa si sono alternati in piazza Grande a leggere nella maratona dell’umanità i nomi dei migranti morti affogati nel Mediterraneo. Ma queste azioni, nell’escalation di disumanità a cui stiamo assistendo, non sono sufficienti se non vengono accompagnate da azioni concrete di contrasto effettivo a provvedimenti che, oltre ad essere barbari, si prefiggono l’obiettivo di aumentare il disagio sociale delle città gettando per strada e senza documenti centinaia di persone da un giorno all’altro.

Siamo dunque molto amareggiati dalla decisione del sindaco di Modena di non chiedere una verifica ai propri uffici rispetto alla legittimità e alle conseguenze del decreto Salvini, che eliminando la protezione umanitaria ai migranti inseriti nei progetti di accoglienza li priva dei documenti di riconoscimento e li toglie da ogni percorso di inserimento sociale e lavorativo. Il sindaco afferma che a suo parere il decreto Salvini viola fondamentali diritti umani, e se le cose stanno così crediamo non possa rimanere inerte e limitarsi ad un comunicato cerchiobottista e ad una burocratica applicazione di norme ripugnanti. Invitiamo Muzzarelli a ripensarci, mettendo da parte il timore di perdere consenso elettorale e appoggi influenti, e a tradurre in azioni concrete la sua contrarietà parolaia al decreto: non basta leggere qualche nome in Piazza Grande per lavarsi la coscienza. Invitiamo anche tutti i sindaci della provincia di Modena a seguire l’esempio dei primi cittadini di Palermo e Napoli che pongono come guida della loro azione prima di tutto il rispetto dei diritti costituzionali e umani.

Cogliamo l’occasione anche per ribadire che il decreto (in)sicurezza di Salvini va respinto in toto, a partire dalla vergognosa riapertura dell’ex CIE, frutto avvelenato dell’ex Ministro Pd Minniti che, con le sue politiche securitarie, ha aperto la strada alla disumanità a cui stiamo assistendo oggi con il governo Lega-M5S.

Judith Pinnock
Segretaria PRC Federazione di Modena

Share Button