Sull’operazione Untouchables a Sassuolo

8 Ottobre 2015 by

Sull’operazione Untouchables a Sassuolo

Comunicato stampa in merito all’operazione “Untouchables” che a Sassuolo ha portato allo scoperto l’organizzazione di una banda dedita all’usura e alle esteorsione e che ha coinvolto anche il capogruppo del Pd, indagato per corruzione elettorale

SASSUOLO, OPERAZIONE “UNTOUCHABLES”: SORPRESE O CONFERME?
Dopo l’inchiesta “Aemilia” sulla ‘ndrangheta nel nord e l’operazione “Sistema” sulla corruzione nei grandi appalti di nuovo l'”inaspettata” scoperta, nel territorio modenese, della criminalità organizzata. Questa volta l’operazione “Untouchables” ci parla di usura ed estorsioni operate ai danni di commercianti e imprenditori di Sassuolo, e di nuovo l’inchiesta coinvolge direttamente il mondo della politica e la modalità con cui si costruisce il consenso elettorale.
Il capogruppo del Pd a Sassuolo, Megale, si è dimesso dopo essere finito sotto indagine per il reato di corruzione elettorale, connesso alle risultanze delle indagini dell’operazione “Untouchables”. Un atto necessario ma, senza sostituirci alla Magistratura, ci domandiamo se questo è sufficiente per restituire credibilità al Consiglio comunale e consentire al Sindaco di poter continuare a svolgere il suo mandato nell’interesse dei cittadini senza alcuna ombra.

Ci permettiamo di dire che lo sconcerto con cui l’operazione “Untouchables” è stata accolta dalla politica locale non è giustificato, perchè da anni anche a Modena c’è chi si batte per fare informazione su questi temi, ignorato dalle istituzioni ma sostenuto da associazioni e partiti come Rifondazione Comunista. Eppure sembra che nessuno sapesse o immaginasse, nemmeno in questo caso, nonostante i giornali ci raccontino di una realtà in cui il nome della famiglia accusata di usura era addirittura entrato a far parte dei modi di dire del luogo, per indicare appunto ritorsioni e minacce.
È davvero possibile che le istituzioni locali non sapessero? Questo ce lo dirà l’inchiesta, ma se fosse davvero così ciò indicherebbe una pericolosa distanza della politica e degli amministratori locali dalla realtà che amministrano, e se cosi non fosse saremmo di fronte a un nuovo grave attacco alla democrazia e alle nostre istituzioni.

Stefano Lugli – Segretario regionale Rifondazione Comunista Emilia Romagna
Judith Pinnock – Segretaria Federazione di Modena di Rifondazione Comunista

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