A San Felice la destra vuole che l’arabo venga insegnato nelle moschee?

10 Gennaio 2019 by

Che male c’è ad insegnare arabo a scuola la domenica mattina in un corso volontario? Ce lo domandiamo alla lettura delle sguaiate polemiche della destra modenese contro la decisione del Consiglio d’istituto della scuola di San Felice di affidare alcune aule scolastiche alla associazione La Pace per l’insegnamento della lingua araba e dei principi di pace che sono alla base della cultura islamica ai bambini e alle bambine che frequentano l’istituto.

L’integrazione non è un percorso a senso unico ma un cammino fatto di conoscenza e reciproco rispetto, e questa iniziativa aiuta i ragazzi di origine straniera a non perdere la consapevolezza delle proprie radici e può aiutare i ragazzi italiani a conoscere meglio il percorso di vita del proprio vicino di banco. Ed è molto importante che tale attività sia aperta a tutti, studenti italiani e stranieri, e si svolga alla luce del sole in una scuola pubblica, che oggi è l’unico luogo in cui si pratica davvero l’inclusione e l’integrazione. Forse Lega e Forza Italia preferiscono che tale attività si svolga nelle moschee e siano escluse agli italiani?

Le polemiche della destra non ci stupiscono, perché da sempre lavorano per fomentare la divisione e la guerra tra poveri, e possiamo comprendere che vedano come il fumo negli occhi un’iniziativa che smonta la retorica con cui propagandano intolleranza e razzismo. Dalle loro parole trasuda la assoluta mancanza di rispetto per l’autonomia delle istituzioni scolastiche e per la laicità della scuola, che non deve essere luogo di catechismo per qualsiasi religione finanziato dallo stato ma spazio di conoscenza, anche delle religioni.

Alla associazione La Pace va il nostro apprezzamento per questa iniziativa di apertura e dialogo tra le comunità che fa solo bene agli studenti. Alla dirigenza scolastica e al presidente del consiglio di istituto Francesco Masotina va la solidarietà di Rifondazione Comunista per gli attacchi ricevuti dalle destre e il nostro plauso per aver sostenuto un’iniziativa coraggiosa e lungimirante in un’epoca dominata dall’intolleranza e dall’esclusione del diverso.

Stefano Lugli
Segretario regionale Rifondazione Comunista Emilia-Romagna
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