Il Pd regala AIMAG ad HERA

30 Giugno 2023 by

Con l’approvazione, da parte dei soci di AIMAG, di un nuovo CdA non rappresentativo dei territori e imposto a maggioranza dai comuni Terre d’argine e dai suoi alleati, senza il rinnovo del patto di sindacato, strumento a tutela dell’interesse pubblico, di fatto si consegna, anzi si regala, Aimag ad Hera spa perdendo un’impresa pubblica che ha fatto la storia della bassa modenese e che poteva essere un partner strategico nella transizione ecologica.

I sindaci delle Terre d’Argine, ovvero Novi, Campogalliano e Soliera (il cui Sindaco è segretario provinciale del PD) guidati da Carpi, assieme ai comuni di Bastiglia, Bomporto, e con l’astensione del sindaco di Concordia, portano la pesante responsabilità di una scelta che impoverisce e penalizza ancora una volta la bassa modenese. Non sono meno responsabili gli altri sindaci soci di Aimag, che hanno votato contro subendo questa scelta senza essere in grado di fare gioco di squadra, preparare un’adeguata alternativa e condividere con le comunità la gravità del rischio che si stava correndo.

Cedere il controllo di Aimag ad Hera spa non è una scelta senza conseguenze, perché cambia la mission e la strategia della società. Aimag nasce come società pubblica dei Comuni della bassa modenese e mantovana, ovvero al servizio dei cittadini e delle imprese per la gestione di beni comuni quali acqua, energia elettrica, gas e gestione rifiuti. Cosa totalmente diversa da Hera spa, che è una società quotata in borsa, che non risponde ai bisogni dei territori e delle comunità ma anzi li utilizza per realizzare utili, pagati dai cittadini e dalle imprese.

Consegnare Aimag ad Hera spa significa avviare un percorso di progressiva perdita di controllo da parte dei Comuni nella gestione dei servizi pubblici e allontanare la guida politica fuori dal territorio in cui Aimag è nata e cresciuta.

È stata compiuta una prova di forza e un atto di prepotenza politica, ma anche di sudditanza rispetto al modello della grande multiutility voluto dal PD modenese e regionale che evidentemente non poteva tollerare che ci fosse una ‘anomalia’ come Aimag a dimostrare che una gestione dei servizi pubblici diversa da quella privatistica potesse esistere e funzionare egregiamente.

Rifondazione Comunista/Unione Popolare considera grave e sbagliata la scelta politica compiuta da parte della maggioranza dei sindaci Pd, assunta senza alcun mandato elettorale e quando molti sindaci sono in scadenza, e che scarica le sue conseguenze negative anche sulle prossime amministrazioni. Con l’aggravante che sono state le divisioni nel PdDa determinare questo esito. Un esito che ci sconcerta ma non ci sorprende, essendo il PD totalmente impregnato dall’ideologia liberista.

Rifondazione Comunista – Federazione di Modena

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