Sempre contro muri e gabbie, sempre dalla parte dei più vulnerabili: no al CPR...

7 luglio 2018 di
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Comunicati, Migrazioni

In occasione della manifestazione di sabato 7 luglio, organizzata da diverse associazioni, contro l’apertura del CPR a Modena, Rifondazione Comunista ribadisce la propria assoluta contrarietà rispetto a tale decisione, che ritiene anacronistica e scellerata. E’ necessario smettere di gestire il fenomeno migratorio come espressione di uno stato di emergenza e collocandolo nell’ambito della sicurezza pubblica. Va infatti visto come elemento strutturale legato alle condizioni politiche, sociali, ambientali di gran parte del continente africano che rendono impossibile anche la semplice sopravvivenza degli esseri umani, e va collocato nell’ambito delle politiche sociali e culturali. Il modello dei CPR, così come quello dei CARA, va definitivamente abbandonato a favore delle eccellenti esperienze di accoglienza diffusa ad alta autonomia presenti sul territorio, che funzionano laddove viene rispettata, ma anche sollecitata, la concertazione con tutti i soggetti coinvolti, enti...

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PRC lunedì 10 luglio aderisce al presidio sotto la Ghirlandina in risposta alla fiaccolata di Forza Nuova contro lo Ius soli...

8 luglio 2017 di
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Comunicati, Costituzione - Antifascismo - Resistenza, Diritti, Migrazioni

La federazione di Modena di Rifondazione Comunista aderisce al presidio in risposta alla fiaccolata contro lo Ius soli promossa dalle destre neofasciste. L’appuntamento per il presidio, promosso da ALPI, ANPI, FIAP, CGIL, UIL e ARCI, è per le ore 21 di lunedì 10 luglio, presso il Sacrario della Ghirlandina. «La fiaccolata organizzata da Forza Nuova e dalle altre sigle della destra è un pugno nello stomaco alla storia di Modena, città antifascista e aperta alle differenze – dice Paula Nolff, segretaria del circolo di Modena Rifondazione Comunista – sarà nient’altro che una sfilata becera guidata da chi rivendica il presunto diritto di essere xenofobo e razzista». «Lo Ius soli – continua Nolff – è un atto di civiltà: in Italia ci sono circa 800 mila minorenni che definiamo “stranieri”, ma che non sono affatto immigrati....

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No a un centro per il rimpatrio a Modena. Muzzarelli non subisca l’imposizione del Governo...

10 maggio 2017 di
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Comunicati, Diritti, Migrazioni

Rifondazione Comunista si oppone alla riapertura del CIE e chiede al Sindaco Muzzarelli di non subire l’imposizione del Governo e anzi ricorrere contro la Legge che prevede la limitazione dei diritti dei richiedenti asilo Il decreto Minniti-Orlando sull’immigrazione prevede che ciascuna Regione dovrà dotarsi di un Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR), e in Emilia Romagna la scelta è caduta su Modena, che già ha ospitato un CIE chiuso nel 2014. Si tratta dell’ennesima reincarnazione dei furono Centri di Permanenza Temporanea (CPT), divenuti poi di Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE). Il CIE è stata una delle pagine più vergognose della città di Modena, e non vogliamo riaprire una ferita che pensavamo chiusa per sempre. Rifondazione Comunista si oppone nella maniera più ferma alle carceri per migranti voluti da Minniti. “I carceri speciali...

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No alla riapertura del CIE di Modena

4 gennaio 2017 di
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Comunicati, Diritti, Migrazioni

Nel giorno in cui una ragazza ivoriana muore nel Centro di Prima Accoglienza di Cona (VE), le città di Modena e Bologna sono in lizza per l’apertura di un nuovo CIE, dopo che il Ministro Minniti ha annunciato l’intenzione di aprirne uno in ogni regione. I CIE hanno rappresentato il punto più disumano delle politiche migratorie e il governo Gentiloni ha aperto la strada per riportare il paese al peggio della Legge Bossi-Fini. Al contrario di Minniti noi pensiamo che i CIE attivi vadano chiusi e trasformati in strutture di accoglienza non detentive. I CIE sono strutture inefficienti, costose e con condizioni di trattenimento lesive della dignità umana e indegne di un paese civile. Riaprirli non aumenterà la sicurezza dei cittadini e non faciliterà le espulsioni, ma servirà solo a inseguire la destra sul...

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Approvata la carta di Lampedusa

2 febbraio 2014 di
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Comunicati, Diritti, Migrazioni

Articolo dal sito www.meltingpot.org Abbattere i confini per costruire una nuova geografia delle libertà Dopo una assemblea partecipata ed intensa, durata un’intera giornata, con oltre cinquanta interventi che hanno espresso l’eterogeneità di un percorso vissuto da realtà di movimento e dell’associazionismo, operatori sociali, giuristi, migranti, studenti del Liceo Majorana di Lampedusa, è stata approvata la Carta di Lampedusa. Il dibattito ha affrontato capitolo per capitolo i principi che la Carta vuole sancire, dopo una stesura a tante mani che si è articolata in questi mesi tramite confronti via web e conferenze online, costruendo un percorso di definizione dei principi aperto e partecipato, specchio della volontà di sperimentare un processo di costituzione del diritto dal basso. Un’attenzione particolare all’uso del linguaggio, che tenta di non riprodurre le terminologie delle norme e dei codici, ma che...

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