Perchè Finale Emilia è diversamente commissariata?

23 Febbraio 2016 by

Perchè Finale Emilia è diversamente commissariata?

Il procedimento avviato nei confronti del Comune di Finale Emilia da parte della Prefettura, a seguito del coinvolgimento del responsabile dei lavori pubblici nell’inchiesta Aemilia, non è finito con la decisione del Ministro degli Interni Alfano di non sciogliere il Comune.
Formalmente il Comune non è commissariato, ma possiamo dire che lo è di fatto, essendo sorvegliato speciale.
Al contrario di quanto dichiarato dal Sindaco Ferioli nell’immediatezza della decisione del mancato commissariamento è infatti emerso che la Prefettura mantiene un ruolo di monitoraggio del lavoro degli uffici attraverso tre funzionari che periodicamente si rapportano con il Comune per verificare il percorso di ricostruzione dei settori più compromessi.
Non c’è nessun Comune in Emilia Romagna in questa situazione, e per questo crediamo che la relazione con cui i commissari inviati dalla Prefettura proposero al Governo il commissariamento, debba essere desecretata e resa di dominio pubblico. Crediamo che i cittadini abbiano il diritto di sapere cos’è successo negli uffici del Comune e perché permane questo controllo esterno sull’attività del nostro Comune. A maggior ragione dal momento che chi ci ha condotto in questa situazione si ricandida al governo del paese.
Abbiamo quindi chiesto al consigliere regionale Piergiovanni Alleva di sollecitare il Presidente Bonaccini perché si attivi in tal senso nei confronti del Governo.
Di seguito il relativo comunicato stampa.

PERCHE’ FINALE EMILIA E’ SORVEGLIATA SPECIALE DALLA PREFETTURA?
Il consigliere regionale Alleva presenta un’interrogazione per chiedere che la relazione che portò alla richiesta di scioglimento del comune di Finale Emilia venga desecretata. I cittadini hanno il diritto di sapere perchè il Comune è sorvegliato speciale dalla Prefettura
Abbiamo chiesto al consigliere regionale della lista L’Altra Emilia Romagna, Piergiovanni Alleva, di sollecitare il presidente Bonaccini affinché intervenga presso il Governo per desecretare la relazione scritta dai commissari prefettizi dopo l’inchiesta svolta presso il Comune di Finale Emilia.
Relazione che portò alla richiesta di scioglimento del Consiglio Comunale. I cittadini hanno il diritto di sapere quali elementi portarono a quella richiesta, non accolta dal Ministro Alfano e poi tradotta in una sorta di messa sotto tutela del Comune di Finale Emilia da parte della Prefettura, che attraverso tre funzionari vigilerà sulle iniziative che saranno intraprese dal Comune per il risanamento dei settori risultati più compromessi dagli accertamenti ispettivi.
Non esistono altri casi in Emilia Romagna di Comuni il cui funzionamento sia talmente inceppato da rendere necessari stringenti e costanti controlli esterni sul suo operato. Nonostante questo sindaco e Pd si ostinano a negare l’evidenza, tante volte dimostrata dalle opposizioni, di quanto sia incapace e inadeguata questa compagine amministrativa.
E ci domandiamo anche perché il sindaco, dopo aver ricevuto la lettera del Prefetto che annunciava il “monitoraggio”, non ne ha subito resi noti i contenuti spiegando davvero come stanno le cose. Ha invece preferito rilasciare interviste eclatanti annunciando la chiusura di ogni procedimento, quando la realtà che oggi scopriamo è un’altra.
Desecretare la relazione che portò alla richiesta di scioglimento del Comune di Finale Emilia è un atto di trasparenza che le istituzioni devono ai finalesi, a maggior ragione dal momento che chi ha condotto Finale Emilia in questa situazione si ricandida al governo della città.

Stefano Lugli
Segretario regionale Rifondazione Comunista

Di seguito l’agenzia stampa prodotta dalla Regione Emilia Romagna in merito all’interrogazione depositata dal consigliere Piergiovanni Alleva

Agenzia stampa
MAFIE. ALLEVA (ALTRAER): “PROCESSO AEMILIA, DESECRETARE RELAZIONE CONCLUSIVA COMMISSIONE D’ACCESSO NOMINATA DAL PREFETTO DI MODENA SU FINALE EMILIA”

Bologna, 17 febbraio
La Regione, parte civile nel processo Aemilia sulle infiltrazioni della criminalità organizzata in Emilia-Romagna, legate alla presenza della ’ndrangheta nel territorio regionale, “in cui vengono citati imprenditori che hanno avuto appalti dal Comune di Finale Emilia”, deve farsi portavoce delle richieste di desecretazione della relazione conclusiva redatta dalla commissione d’accesso nominata dal Prefetto di Modena presso il Comune di Finale Emilia, nel modenese.
Lo chiede Piergiovanni Alleva (L’Altra Emilia Romagna) in una interrogazione rivolta alla Giunta, “valutate le numerose richieste, tradotte anche in alcune interrogazioni parlamentari, dei cittadini finalesi affinché la relazione conclusiva della commissione d’accesso giunga alla conoscenza dei cittadini stessi, portatori di interesse nella vicenda e debitori di trasparenza degli atti”.
Il consigliere ricorda che nell’ambito del processo Aemilia, sulle infiltrazioni della criminalita’ organizzata in Emilia-Romagna, “vengono citati imprenditori che hanno avuto appalti dal Comune di Finale Emilia”, a partire dall’ormai nota ditta Bianchini.

Rassegna stampa
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